Presso il campo base di Poggio Picenze affronteremo il caldo delle tende con il sudore della passione!
Aperta a tutti la giornata di JAM SESSION...ROCK 4 ABRUZZO TOUR...!
Grazie alla splendida amicizia con i ragazzi di Rock 4 All, e di silosoguidonia, Amore Arte e Socialità è entusiasta di annunciare a tutti i camaleonti questa giornata di libera espressione tra le tende!!DOMENICA 23 AGOSTO DALLE 16.00 IN POI!!!
GLI STRUMENTI SARANNO MESSI A DISPOSIZIONE DI TUTTI COLORO CHE VOGLIONO DAR VOCE ALLA LORO PASSIONE! LIBERA LA MUSICA, LIBERA LA MENTE!
ROCK 4 ABRUZZO TOUR...!!
new-gener-action will give a change!!
la situAzione è anche su Facebook...cerca tra i gruppi:
ROCK 4 L'AQUILA...TOUR
...seguono aggiornamenti...
vai anche su:
http://www.myspace.com/rock4alldefrag
martedì 18 agosto 2009
mercoledì 1 luglio 2009
Esortazione!
Pubblichiamo questa significante poesia di Shelley, simbolo del nostro blog e del volontariato artistico-culturale nei campi, e, di seguito, un appello che lanciamo a tutti i camaleonti per quest'estate...
Si cibano d'aria e di luce
i camaleonti; il cibo dei poeti
sono la fama e l'amore.
Se in questo ampio mondo di pena
i poeti potessero trovare il loro
con tanto scarso affanno,
muterebbero mai il colore,
come fanno i camaleonti luminosi,
adattandolo ad ogni raggio di sole
venti volte al giorno?
Su questa gelida terra i poeti
sono come sarebbero i camaleonti,
nascosti fin dalla nascita
in una caverna sotto il mare;
dove c'e la luce i camaleonti cambiano,
dove non c'é amore, i poeti fanno lo stesso.
La fama altro non é che amore contraffatto:
se pochi sono a cercarli
non giudicate strano
che i poeti si affannino a raggiungerli.
E tuttavia non osate macchiare con ricchezza o potere
la libera mente divina di un poeta:
se gli splendidi camaleonti dovessero nutrirsi
con un cibo diverso dai raggi o dal vento,
presto diventerebbero terreni
come le loro sorelle lucertole.
Figli di una stella assai piú sfolgorante,
spiriti che giungete da oltre la luna,
oh, rifiutate tale benedizione!
P.B. Shelley
A tutti i camaleonti!
Stiamo raccogliendo nuove adesioni e collaborazioni per continuare i nostri interventi situazionisti indigeni nei campi base...sará un'estate calda e soffocante nelle tende. Le persone hanno bisogno di respiro, per cui quanto prima organizzeremo interventi artistici ed estemporanee come quelle giá fatte nei mesi precedenti, perchè si possa riprendere fiato..e restare in diretto contatto con le popolazioni locali dei campi, i loro reali disagi, le loro rivendicazioni, le loro speranze.
Fate girare quest'appello tra musici poeti pittori fotografi ballerini disposti a diventare con noi camaleonti tra le tende dei campi e a vivere insieme un'esperienza utile e grande per i nostri cuori...
scriveteci al nostro contatto e-mail.
amoreartesocialita@gmail.com
Vi aspettiamo!
Si cibano d'aria e di luce
i camaleonti; il cibo dei poeti
sono la fama e l'amore.
Se in questo ampio mondo di pena
i poeti potessero trovare il loro
con tanto scarso affanno,
muterebbero mai il colore,
come fanno i camaleonti luminosi,
adattandolo ad ogni raggio di sole
venti volte al giorno?
Su questa gelida terra i poeti
sono come sarebbero i camaleonti,
nascosti fin dalla nascita
in una caverna sotto il mare;
dove c'e la luce i camaleonti cambiano,
dove non c'é amore, i poeti fanno lo stesso.
La fama altro non é che amore contraffatto:
se pochi sono a cercarli
non giudicate strano
che i poeti si affannino a raggiungerli.
E tuttavia non osate macchiare con ricchezza o potere
la libera mente divina di un poeta:
se gli splendidi camaleonti dovessero nutrirsi
con un cibo diverso dai raggi o dal vento,
presto diventerebbero terreni
come le loro sorelle lucertole.
Figli di una stella assai piú sfolgorante,
spiriti che giungete da oltre la luna,
oh, rifiutate tale benedizione!
P.B. Shelley
A tutti i camaleonti!
Stiamo raccogliendo nuove adesioni e collaborazioni per continuare i nostri interventi situazionisti indigeni nei campi base...sará un'estate calda e soffocante nelle tende. Le persone hanno bisogno di respiro, per cui quanto prima organizzeremo interventi artistici ed estemporanee come quelle giá fatte nei mesi precedenti, perchè si possa riprendere fiato..e restare in diretto contatto con le popolazioni locali dei campi, i loro reali disagi, le loro rivendicazioni, le loro speranze.
Fate girare quest'appello tra musici poeti pittori fotografi ballerini disposti a diventare con noi camaleonti tra le tende dei campi e a vivere insieme un'esperienza utile e grande per i nostri cuori...
scriveteci al nostro contatto e-mail.
amoreartesocialita@gmail.com
Vi aspettiamo!
Links:
CHI SIAMO,
empatia,
Poesie,
Presentazione
mercoledì 24 giugno 2009
Terra!
Terra! Terra di giochi e di lamenti,
terra! di piaceri e di tormenti,
terra di lacrime e sentimenti!
Guardati, terra, come risplendi
dei raggi del sole alla sera,
il mare ti accarezza soave come cera
e solletica con le sue onde
le tue sponde e questo vento di primavera.
Dov'è il tuo popolo?
Dove sono le tue comunità,
dov'è l'uomo?
è forse sepolto nella sua oscurità,
nel ventre tetro della sua avidità?
O forse dorme solo stordito,
sopito da anni di stupidità?
Guardati terra, le tue colline,
il tuo verde, la tua campagna,
quanto ancora avrai da sopportare
la tua gente e l'indifferenza che l'accompagna?
Svegliatevi!Non sentite, sordi,
il richiamo di questo tempo?
Coraggio, armatevi del sapore di questa terra
e della forza del suo vento!
Responsabilità è libertà
e gioia di vivere e poter dire
ci sono, e sono io il mio momento!
Torniamo a vivere metafore d'incanto,
nel bello del sogno e nell'amore di un canto
che liberi l'azione nuova
di un'intelligenza che si rinnova
di un sentimento che raffiora
più forte che mai!Forza!E' la nostra ora!
Torniamo a vivere la fantasia
della nostra melodia,
musica di terre selvagge,
di uomini forti e donne sagge.
scritta il 5 Aprile 2009
terra! di piaceri e di tormenti,
terra di lacrime e sentimenti!
Guardati, terra, come risplendi
dei raggi del sole alla sera,
il mare ti accarezza soave come cera
e solletica con le sue onde
le tue sponde e questo vento di primavera.
Dov'è il tuo popolo?
Dove sono le tue comunità,
dov'è l'uomo?
è forse sepolto nella sua oscurità,
nel ventre tetro della sua avidità?
O forse dorme solo stordito,
sopito da anni di stupidità?
Guardati terra, le tue colline,
il tuo verde, la tua campagna,
quanto ancora avrai da sopportare
la tua gente e l'indifferenza che l'accompagna?
Svegliatevi!Non sentite, sordi,
il richiamo di questo tempo?
Coraggio, armatevi del sapore di questa terra
e della forza del suo vento!
Responsabilità è libertà
e gioia di vivere e poter dire
ci sono, e sono io il mio momento!
Torniamo a vivere metafore d'incanto,
nel bello del sogno e nell'amore di un canto
che liberi l'azione nuova
di un'intelligenza che si rinnova
di un sentimento che raffiora
più forte che mai!Forza!E' la nostra ora!
Torniamo a vivere la fantasia
della nostra melodia,
musica di terre selvagge,
di uomini forti e donne sagge.
scritta il 5 Aprile 2009
lunedì 8 giugno 2009
Salviamo la piana!
Cerimonia della prima adozione di un istituto scolastico comprensivo sul territorio aquilano
Oggi, 6 Giugno 2009, presso i tendoni della scuola di San Demetrio si è celebrato quanto annunciato il 24 Maggio:
Ricostruito un pezzo di storia importante per il paese di San Demetrio ed i comuni legati al suo Istituto Scolastico Comprensivo.
Un tassello che si va ad unire a quei tanti tasselli messi già l' uno sull'altro grazie all'impegno straordinario del dirigente scolastico dell'Istituto del paese, dei professori e del personale ATA che fin da subito hanno saputo far risorgere la loro scuola.
E' stato infatti grazie ad Amore Arte e Socialità che la pro loco di Tuscania, paese che visse nel 1971 la stessa tragedia, insieme al suo Istituto Scolastico Comprensivo, ha oggi stretto una solidarietà con San Demetrio che permarrà negli anni a venire.
E' stato infatti grazie ad Amore Arte e Socialità che la pro loco di Tuscania, paese che visse nel 1971 la stessa tragedia, insieme al suo Istituto Scolastico Comprensivo, ha oggi stretto una solidarietà con San Demetrio che permarrà negli anni a venire.
Sarà questo un esempio indelebile di una nuova società che si ricostruisce a partire dalla voglia di fare insieme oltre ogni bandierina politica, ogni voglia di protagonismo mediatico e attraverso invece la sincerità di relazioni umane vere, che solo il vivere un dolore comune, come lo è stato per Tuscania e lo è oggi per San Demetrio, può regalare.
Ecco di seguito le foto della bella cerimonia che ha visto protagonisti i bambini e i ragazzi di Tuscania e la loro scuola di Karate nel celebrare questo felice gemellaggio.
Un gesto, quello della città di Tuscania che contribuisce a ridare speranza ad un paese che come tanti altri nell'aquilano cerca di rinascere a partire dalla scuola e dai più piccoli.
sabato 30 maggio 2009
La città della formazione
Pubblichiamo di seguito la bella proposta di una professoressa delle superiori relativa alla possibile creazione di una "Città della formazione" negli edifici della Guardia di Finanza.
Invitiamo i nostri lettori a sottoscrivere e fare propria quest'idea già condivisa da tanti, perchè si torni insieme a ricostruire su nuove e più solide fondamenta la nostra città, a partire da una maggiore attenzione nei riguardi della cultura e dell'educazione.
All'Aquila "La città della formazione dopo il G8"
Care Cittadine e cari Cittadini,
parlo come madre, insegnante e terremotata-sfollata dell’Aquila.
La mia incertezza sul futuro è pari a quella di molte e molti degli aquilani, così come la confusione mentale e logistica. Ogni giorno mi confronto con quanti si trovano nella mia stessa situazione e scopro che tutti coloro che hanno figlie e figli (da zero a venti anni circa) si domandano con inquietudine cosa potranno offrire loro e, soprattutto, quando. E non trovano risposte.
E’ sì prioritario un tetto solido, ma altrettanto fondamentali risultano essere l’erogazione di servizi e l’offerta di opportunità di crescita formativa, culturale, sportiva e di relazione sociale. Benché terremotati e sfollati, siamo e restiamo comunque cittadine e cittadini (appunto!) di una delle potenze mondiali e di una città che sarà messa nelle condizioni di ospitare a breve un G8!
Tutti lo sanno: molti aquilani stanno emigrando, o progettando di farlo, e non solo per paura, ma per garantire a figlie e figli sicurezza e opportunità maggiori di quanto L’Aquila potrà realisticamente offrire nei prossimi immediati mesi. Quanti?
Tutti lo sanno: molti studenti che frequentavano le scuole secondarie superiori, provenendo da fuori città, stanno già scegliendo altre sedi per il prossimo anno scolastico.
Giusto o sbagliato, è così.
Lo stress post-traumatico di questo incidente di percorso nella vita della nostra città-regione-nazione (perché il sisma del 6 aprile non deve e non può restare un caso intra-moenia) sta toccando anche gli abitanti della Marsica, per esempio, della Valle Peligna, del teramano e del reatino, soprattutto quelli i cui figli frequentavano le scuole superiori o l’università a L’Aquila.
Non è sufficiente reagire con dignità. Essere pro-attivi e creativi è la rampa di lancio se si vuole riprendere a volare (come ho letto in tanti slogan che massaggiavano il cuore ferito)!
Come madre, benché abbia una casa inagibile, tornerei immediatamente a vivere in città (in un camper, in una casa di legno, ospite di parenti e amici che hanno la casa in piedi…) se solo sapessi che anche mia figlia Irene, di otto anni, potrà viverci, crescendo dignitosamente e orgogliosamente, e non soltanto sopravvivere! Tornerei tra mille difficoltà se sapessi – e come me tanti e tante - che uno scuolabus passerà a prenderla per portarla in una comunità nella quale tanti bambini e adolescenti avranno l’opportunità di confrontarsi, istruirsi attivamente e formarsi, in un ambiente adatto, confortevole e sicuro, accedendo così alla fruizione di quei diritti costituzionali che, solo in questo modo, potrebbero avere espressione reale e non risolversi in mere ipotesi di intenti democratici.
E allora? Non è possibile realizzare un sogno?
Questo è il sogno-proposta: che la sede della scuola della Guardia di Finanza, dopo il G8, diventi la “città della formazione”.
Ci sono spazi e strutture sufficienti (e consolidate in modo antisismico e messe in sicurezza) per ospitare tutti gli asili nido, le scuole per l’infanzia, quelle primarie e secondarie, di primo e secondo grado, di cui disponeva la città. Si potrebbe addirittura sperare di continuare a proporre, a tutta la popolazione scolastica, il cosiddetto ampliamento dell’offerta formativa pre-terremoto: la cittadella in questione è, infatti, dotata di palestra, piscina, auditorium-teatro, sala conferenze, mensa-ristorante, infermeria etc etc con annessi parcheggi e rete stradale idonea a ché minibus (elettrici? così promuoviamo anche l’educazione al rispetto dell’ambiente e ci facciamo amica una natura che, ogni tanto, ci ricorda quanto è potente?) minibus, dicevo, e mezzi vari di trasporto possano accompagnare, in questa “città della formazione”, tutti i cuccioli di un’”aquila” ora un po’ tramortita. Si potrebbe anche ipotizzare qualche ala per le lezioni universitarie e magari ospitare, sotto tetti a norma, studenti e studentesse fuori sede da coadiuvare mediante borse di studio – come già sta proponendo il Dipartimento di Fisica dell’UNIVAQ.
Se una struttura così può essere convertita, in pochissimi mesi, a luogo idoneo per ospitare i Grandi del Mondo…bene! In un paio di mesi (e davvero!) potrà essere ri-convertita a città dell’accoglienza e della formazione delle piccole e piccoli Grandi della città dell’Aquila! C’è tutto. Basta volerlo. Basta che la Scuola della Guardia di Finanza conceda i suoi spazi soltanto per il tempo necessario alla ricostruzione delle sedi “giuste” nei luoghi “giusti”.
E’ un sogno? Forse.
Ma se è vero che c’è bisogno di ali.... ecco: le abbiamo! Dobbiamo solo aprirle e iniziare a volare!
sindaco@comune.laquila.it
provincia@provincia.laquila.it
gelmini_m@camera.it
berlusconi_s@camera.it
Silvi Marina, 13 maggio 2009
serenella ottaviano
Invitiamo i nostri lettori a sottoscrivere e fare propria quest'idea già condivisa da tanti, perchè si torni insieme a ricostruire su nuove e più solide fondamenta la nostra città, a partire da una maggiore attenzione nei riguardi della cultura e dell'educazione.
All'Aquila "La città della formazione dopo il G8"
Care Cittadine e cari Cittadini,
parlo come madre, insegnante e terremotata-sfollata dell’Aquila.
La mia incertezza sul futuro è pari a quella di molte e molti degli aquilani, così come la confusione mentale e logistica. Ogni giorno mi confronto con quanti si trovano nella mia stessa situazione e scopro che tutti coloro che hanno figlie e figli (da zero a venti anni circa) si domandano con inquietudine cosa potranno offrire loro e, soprattutto, quando. E non trovano risposte.
E’ sì prioritario un tetto solido, ma altrettanto fondamentali risultano essere l’erogazione di servizi e l’offerta di opportunità di crescita formativa, culturale, sportiva e di relazione sociale. Benché terremotati e sfollati, siamo e restiamo comunque cittadine e cittadini (appunto!) di una delle potenze mondiali e di una città che sarà messa nelle condizioni di ospitare a breve un G8!
Tutti lo sanno: molti aquilani stanno emigrando, o progettando di farlo, e non solo per paura, ma per garantire a figlie e figli sicurezza e opportunità maggiori di quanto L’Aquila potrà realisticamente offrire nei prossimi immediati mesi. Quanti?
Tutti lo sanno: molti studenti che frequentavano le scuole secondarie superiori, provenendo da fuori città, stanno già scegliendo altre sedi per il prossimo anno scolastico.
Giusto o sbagliato, è così.
Lo stress post-traumatico di questo incidente di percorso nella vita della nostra città-regione-nazione (perché il sisma del 6 aprile non deve e non può restare un caso intra-moenia) sta toccando anche gli abitanti della Marsica, per esempio, della Valle Peligna, del teramano e del reatino, soprattutto quelli i cui figli frequentavano le scuole superiori o l’università a L’Aquila.
Non è sufficiente reagire con dignità. Essere pro-attivi e creativi è la rampa di lancio se si vuole riprendere a volare (come ho letto in tanti slogan che massaggiavano il cuore ferito)!
Come madre, benché abbia una casa inagibile, tornerei immediatamente a vivere in città (in un camper, in una casa di legno, ospite di parenti e amici che hanno la casa in piedi…) se solo sapessi che anche mia figlia Irene, di otto anni, potrà viverci, crescendo dignitosamente e orgogliosamente, e non soltanto sopravvivere! Tornerei tra mille difficoltà se sapessi – e come me tanti e tante - che uno scuolabus passerà a prenderla per portarla in una comunità nella quale tanti bambini e adolescenti avranno l’opportunità di confrontarsi, istruirsi attivamente e formarsi, in un ambiente adatto, confortevole e sicuro, accedendo così alla fruizione di quei diritti costituzionali che, solo in questo modo, potrebbero avere espressione reale e non risolversi in mere ipotesi di intenti democratici.
E allora? Non è possibile realizzare un sogno?
Questo è il sogno-proposta: che la sede della scuola della Guardia di Finanza, dopo il G8, diventi la “città della formazione”.
Ci sono spazi e strutture sufficienti (e consolidate in modo antisismico e messe in sicurezza) per ospitare tutti gli asili nido, le scuole per l’infanzia, quelle primarie e secondarie, di primo e secondo grado, di cui disponeva la città. Si potrebbe addirittura sperare di continuare a proporre, a tutta la popolazione scolastica, il cosiddetto ampliamento dell’offerta formativa pre-terremoto: la cittadella in questione è, infatti, dotata di palestra, piscina, auditorium-teatro, sala conferenze, mensa-ristorante, infermeria etc etc con annessi parcheggi e rete stradale idonea a ché minibus (elettrici? così promuoviamo anche l’educazione al rispetto dell’ambiente e ci facciamo amica una natura che, ogni tanto, ci ricorda quanto è potente?) minibus, dicevo, e mezzi vari di trasporto possano accompagnare, in questa “città della formazione”, tutti i cuccioli di un’”aquila” ora un po’ tramortita. Si potrebbe anche ipotizzare qualche ala per le lezioni universitarie e magari ospitare, sotto tetti a norma, studenti e studentesse fuori sede da coadiuvare mediante borse di studio – come già sta proponendo il Dipartimento di Fisica dell’UNIVAQ.
Se una struttura così può essere convertita, in pochissimi mesi, a luogo idoneo per ospitare i Grandi del Mondo…bene! In un paio di mesi (e davvero!) potrà essere ri-convertita a città dell’accoglienza e della formazione delle piccole e piccoli Grandi della città dell’Aquila! C’è tutto. Basta volerlo. Basta che la Scuola della Guardia di Finanza conceda i suoi spazi soltanto per il tempo necessario alla ricostruzione delle sedi “giuste” nei luoghi “giusti”.
E’ un sogno? Forse.
Ma se è vero che c’è bisogno di ali.... ecco: le abbiamo! Dobbiamo solo aprirle e iniziare a volare!
sindaco@comune.laquila.it
provincia@provincia.laquila.it
gelmini_m@camera.it
berlusconi_s@camera.it
Silvi Marina, 13 maggio 2009
serenella ottaviano
mercoledì 27 maggio 2009
Primo torneo di calcetto tra paesi "domani è già qui!"

A seguire musica live dai balcani e dj set presso il Campo Base di Navelli!
Per ricostruire insieme una nuova socialità!
Squadre iscritte:
Castelnuovo, San Nicandro, Barisciano, Capestrano, Prata D'Ansidonia, Navelli, Carapelle.
Semifinali: San Nicandro-Capestrano / Barisciano-Prata D'Ansidonia
Finale: Prata D'Ansidonia - Capestrano
Nonostante la pioggia battente il torneo è stato disputato e si è concluso con una cena tra i partecipanti. Venerdì 5 giugno nel Campo Base di San Nicandro ci sarà la premiazione della squadra vincitrice, Prata D'Ansidonia...e non solo...seguono aggiornamenti.
Iscriviti a:
Post (Atom)